Moodboard Moda: cos’è e come crearne uno efficace

Articolo scritto da:
Corrado Manenti
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Indice dei Contenuti

Moodboard Moda: qualche dritta su che cos’è, perchè si usa e perchè può esserti utile prima di cominciare a creare una collezione.

Il moodboard è senza ombra di dubbio uno degli strumenti più classici che vengono utilizzati all’inizio di ogni collezione moda. Qui su Be A Designer è decisamente uno dei termini più ricercati nei nostri articoli.

IN QUESTO ARTICOLO ANDREMO A VEDERE:

  1. Origine e definizione del termine Moodboard

  2.  Il Moodboard nel processo creativo con il Fashion Business Designer Canvas™

  3. Principi della costruzione di un moodboard

  4. Esempi pratici di moodboard nella moda

  5. Sei consigli per realizzare un moodboard efficace

  6. Da moodboard a concept narrativo di collezione

  7. Conclusione

Alla scoperta del Moodboard

Il termine intraducibile in Italiano vuole descrivere uno spazio fisico dove possiamo raggruppare e mettere insieme degli spunti che ci aiuteranno poi a sviluppare una collezione.

Come ben saprai se sei un stilista, o come ben puoi immaginare se ti stai avvicinando a questo mondo, il processo creativo nella progettazione e nella successiva creazione di una collezione di moda è lungo e mutevole!

La maniera migliore per codificare la nostra ispirazione in maniera tangibile e tracciare delle linee guida per la realizzazione della collezione è appunto la creazione di uno o più Moodboard.

 

Origine del termine

Partiamo con l’origine del termine: “moodboard” che è appunto una traduzione dall’ inglese: è composto da due parole e potremmo tradurlo letteralmente in “tavola dell’ umore” da mood appunto “umore” e board che vuol dire scheda, tavola, superficie.

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Un moodboard è quindi un insieme di immagini a volte anche di oggetti fisici che rappresenta un’ atmosfera un sentimento, un’ emozione, un immaginario e il nostro personale modo di vedere il mondo.

Il moodboard agisce come una sorta di filtro attraverso cui noi vediamo la realtà e ne percepiamo, gli stimoli, i colori, l’ispirazione, per questo è connesso intimamente alla nostra emotività, alla sfera esperienziale ed è un elemento fondamentale della narrazione del nostro brand.

Un moodboard efficace non è solo un’espressione artistica o creativa ma è anche uno strumento che sta alla base della coerenza stilistica in una collezione di moda: esso definisce, tramite una serie di immagini più o meno allegoriche o codificate, il concetto o la serie di concetti che si intende trasmettere attraverso la nostra collezione.

Anche nel caso in cui tu parta da un’ispirazione ben definita, lo spunto artistico iniziale va rifinito e ben modellato, di modo da definire delle linee guida e il concetto che muove l’idea iniziale da eventuali divagazioni inutili, che potrebbero portare a delle deviazioni dall’emozione che si vuole trasmettere.

Il moodboard nel processo creativo con il fashion business designer canvas

Se ancora non mi conosci sono Corrado Manenti e oltre a essere fondatore di BAD Be A Designer ho inventato un metodo per la costruzione del tuo brand di moda che si chiama FASHION BUSINESS DESIGNER. 

Come una vera e propria mappa ogni volta che approfondiamo un concetto andremo a vedere a che punto del canvas compare.

Come puoi vedere dalla grafica qui sotto ci troviamo nel secondo quadrante dedicato al collection design ovvero la parte di ideazione e progettazione di quella che sarà la tua collezione.

Nel mio approccio i moodboard vanno di pari passo con lo storytelling per la creazione di quello che sarà non solo un concept emotivo ma una vera e propria narrazione che ci accompagnerà oltre che nella realizzazione dei prodotti, anche nella comunicazione!

[ Se non conosci il canvas e vuoi scoprirne di più puoi iscriverti alla Fashion Business Academy nella tua area riservata ed accedere al video corso gratuito dove trovi anche tutti i materiali scaricabili]

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Ci serve per trovare il filo rosso emotivo

che guiderà la creazione della collezione

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Nel mio approccio i moodboard vanno di pari passo con lo storytelling per la creazione di quello che sarà non solo un concept emotivo ma una vera e propria narrazione che ci accompagnerà oltre che nella realizzazione dei prodotti, anche nella comunicazione!

QUELLO CHE VIENE PRIMA È IL BRAND DESIGN

[ho parlato del Brand Design anche in questo articolo]

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L’intento di questo primo quadrante è quindi quello di dare una direzione alla collezione facendole trovare la giusta direzione.  Lo scopo di un moodboard è analogo a quello di un contenitore. Serve appunto a raccogliere (in maniera ordinata) in un unico luogo, solitamente uno spazio piano o una parete vari elementi, tessuti, colori, per trovare il fil rouge emotivo che guiderà la creazione dei bozzetti della collezione.

Ricordiamoci sempre che ogni strumento che utilizziamo segue sempre la psicologia umana infatti da un punto di vista cognitivo:

Lo scopo principale nel realizzare un moodboard è quello di creare una “Gestalt”, ovvero un insieme di elementi differenti dove il tutto è più delle singole parti.

In parole più semplici, le immagini che compongono il moodboard hanno un aspetto simbolico, che trasmette a chi lo guarda un determinato messaggio.

Per esempio l’insieme di colori e l’intensità che le immagini contengono, che sarà l’input per decidere la gamma cromatica che comporrà la collezione.

Oltre che i colori chiave, il moodboard di moda può contenere esempi fotografici si capi finiti come anche dei figurini dei capi che formeranno la collezione. Attraverso forme, ombre e figure varie. 

È sempre un bene definire se la collezione avrà capi rigidi e impettiti o morbidi drappeggi, aderenze elastiche o taglie over ma con tessuti fermi,    e così via.

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Come fare un moodboard

Comporre il moodbord è un esercizio che può sembrare semplice, ma bisogna prestare una certa attenzione affinchè il risultato possa essere uno strumento utile.

Il collage di immagini e di concetti non deve risultare troppo labirintico o vago, ma armonioso e schematico.

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Alcuni nuclei tematici dai quali si può partire per la costruzione del moodboard

IL MOODBOARD PARTE DAL BRAND E NE DEVE RISPETTARE L’ESSENZA

Il moodboard deve rispettare la tua brand essence, il tuo stile comunicativo, i valori fondanti del tuo brand per questo è sempre utile ripensare al lavoro fatto nella fase di BRAND DESIGN ogni volta che realizziamo una nuova collezione.

Se sei alla prima collezione il problema è minore perchè normalmente i valori del tuo brand saranno freschi impressi nella tua mente, e il tuo cliente non avrà un vero e proprio termine di paragone essendo il tuo brand appena nato. Man mano che procederei con le collezioni dovremo sempre stare attenti alle nostre scelte passate e ai nostri valori di brand come creatori. La coerenza è quello che da valore a un brand:

Brand che ricordiamoci sempre significa “marchiare” dall’antico Norreno, dai Vikinghi che marcavano a fuoco il bestiame per rivendicarne la proprietà.

Anche noi dobbiamo metaforicamente “marcare a fuoco i nostri prodotti” con il nostro stile unico e riconoscibile dettato dal nostro brand. Per questo il moodboard deve sempre rispettarne l’essenza!

IL MOODBOARD DEVE ESSERE IMMEDIATO E ESPLICITO

Il moodboard è il primo passo per rendere tangibile la tua idea per questo deve essere facilmente fruibile:

un moodboard non è una cosa intima è uno strumento di lavoro che dovrai condividere con i professionisti che ti aiuteranno a realizzare i tuoi prodotti, che trasformeranno la tua idea in un prototipo.

Per questo non deve essere nè troppo ermentico ne concettuale. Lo scopo è produrre una emozione, una suggestione a livello cerebrale il tempo che passa tra uno stimolo visivo (analogamente a quando osserviamo un quadro in un museo) e una risposta emotiva è quasi istantaneo, solo successivamente entra in gioco la parte razionale legata all’esperienza e alla visione dei singoli elementi. A noi interessa solo la prima risposta quella “a pelle” per questo il moodboard è efficace quando è immediato.

DOBBIAMO SCEGLIERE UN CONCETTO O UN TEMA DOMINANTE

Per questo motivo, il modo migliore per studiare la composizione di un moodboard è scegliere un concetto dominante, che sarà l’immagine-chiave che catturi l’occhio per prima e alla quale si aggiungerà una serie di immagini secondarie che creino una sorta di mini-storia da cui partire per il concept della collezione.

IL MOODBOARD È UNO STRUMENTO DINAMICO CHE DEVE EVOLVERE CON LE TUE SCELTE

Il moodboard è una metodologia statica ma allo stesso tempo dinamica ed in continuo cambiamento, per questo motivo suggerisco sempre che il moodboard deve essere analogico e non digitale. Avrai sempre l’occasione di creare una versione digitale da archiviare in seguito ma poter toccare con mano, tessuti, materiali differenti e vederlo appeso davanti ai tuoi occhi ti aiuterà moltissimo nel processo di creazione.

Man mano che si aggiungeranno elementi ci si accorgerà che alcuni non saranno coerenti con la progressione naturale della storia che stiamo raccontando e andranno eliminati.

Può essere utile tenere traccia dei nostri progressi nel creare il moodboard fotografandolo di tanto in tanto e analizzando poi come e perché lo abbiamo modificato. Come tutti i materiali che produciamo durante la fase di work in progress possono dare spunti interessanti per il nostro storytelling e per raccontare il nostro processo creativo.

Tutta la fase di collection design si presta bene per questo scopo (secondario) di creare materiale fotografico, video, audio, scritto che racconti la nostra esperienza di creatori. Per questo genere di contenuto nessuno si aspetta che sia perfetto, ma deve essere autentico.

Se sei alla prima collezione sarà ancora più importante che il moodboard rispecchi il nostro cliente tipo, potrebbe essere anche una buona idea realizzare il moodboard delle nostre BUYERS PERSONAS e appenderlo a fianco del nostro moodboard e domandarci di tanto in tanto: “il mio cliente tipo apprezzerebbe?” “capirebbe questa scelta” “ se lo vedesse in questo momento cosa direbbe”

Il moodboard è uno strumento che consente di raccontare una storia per immagini, deve dare una visione d’insieme di come il nostro brand e la collezione appariranno e quali sensazioni saranno in grado di suscitare.

Per questo è importante che tu abbia in mente DUE cose:

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Quali sono i valori del tuo brand

Qual’è il tuo codice stilistico il tuo modo unico di fare le cose e di dare valore ai vestiti

Chi saranno i tuoi futuri clienti

Ricordati sempre che si fa moda per vestire gli altri (che comprano le tue creazioni) e dobbiamo conoscere chi saranno i nostri clienti ed entrare nella loro testa!

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Bisogna tenere a mente che il moodboard non è una metodologia statica ma dinamica e in continuo cambiamento, per questo motivo per essere efficace deve essere analogico e non digitale.

Puoi realizzare dei bellissimi collage di immagini “virtuali” ma non saranno mai efficaci come appenderli su una parete, insieme a ritagli di tessuto, oggetti assortiti e così via.

Per questo il mio consiglio è quello di trovare una parete libera o un pannello di compensato sul quale iniziare la creazione del nostro moodboard.

Avere con noi una stampante a colori, delle forbici, del nastro adesivo, e tutto quello che può esserci utile. Più o meno come i programmi di televisione che vedevamo da bambini!

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Il moodboard deve essere “fisico,analogico”

E’ uno strumento dinamico che andremo a modificare più volte

Io ho identificato 5 nuclei tematici attorno ai quali puoi prima organizzare la “raccolta” di materiale e poi costruire il tuo moodboard sono:

  1. LUOGHI

  2. SENSAZIONI

  3. ISPIRAZIONE

  4. COLORI

  5. MATERIALI

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Esempio di un moodboard “virtuale” ( solo per dare un’idea DEVE essere analogico)

Ogni singolo elemento, che sia un colore, un pezzo di tessuto, una foto scattata o un ritaglio di una rivista, prima di essere inserito nell’insieme deve rispondere alle domande:

  1. Aiuterà a comunicare il messaggio del mio brand?

  2. Provocherà un’emozione positiva nei miei clienti, suggerendogli subito che parla di loro e del loro mondo?

Le immagini infatti ci aiutano a capire come sarà la nostra collezione e quali sensazioni evocherà, così come quali combinazioni cromatiche andranno poi a comporre la cartella colori.

Il vantaggio di avere il moodboard appeso in fronte a noi ci da la possibilità di vederlo più volte nell’arco della giornata e nel tempo.

Man mano che si aggiungeranno elementi ci si accorgerà che alcuni non saranno coerenti con la progressione naturale della storia che stiamo raccontando e andranno eliminati.

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Tieni traccia di come il tuo moodboard si evolve nel tempo

scattando delle fotografie alla fine di ogni sessione

Può essere utile tenere traccia dei nostri progressi nel creare il moodboard fotografandolo di tanto in tanto e analizzando poi come e perché lo abbiamo modificato.

Ricordati anche che come tutti i materiali che produciamo durante la fase di work in progress possono dare spunti interessanti per il nostro storytelling e per raccontare il nostro processo creativo.

Oltre che darci del materiale da pubblicare sui nostri social.

La struttura del collage del moodboard è personale e libera, ma quello che deve accomunare le immagini (o le parole chiave che spesso compaiono nel moodboard per chiarificare e renderne ancora più semplice la lettura), è l’armonia di stile: un’immagine deve comunicare con l’altra come se fossero due individui di paesi diversi che parlano una lingua comune.

Esse possono chiacchierare, discutere, cantare e persino litigare tra loro, ma è essenziale che il linguaggio che condividono le completi vicendevolmente.

Ogni singolo elemento, che sia un colore, un pezzo di tessuto, una foto scattata o un ritaglio di una rivista, prima di essere inserito nell’insieme deve rispondere alle domande:

Aiuterà a comunicare il messaggio del mio brand?”, “Provocherà un’emozione positiva nei miei clienti, suggerendogli subito che parla di loro e del loro mondo?

Esempi di moodboard per la moda​

Qui trovi alcuni esempi di moodboard preliminari che abbiamo realizzato in Be A Designer per alcuni nostri clienti con una descrizione di un possibile concept di collezione.

Esempio di moodboard brand sportswear

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Qui i classici abiti femminili per il tennis vengono reinterpretati con inserti geometrici fluo che slanciano la silhouette. I tessuti riciclati elasticizzati, in vari pesi e con diverse performance tecniche, sono sapientemente inseriti nei capi con lo scopo di sostenere e proteggere il seno da urti e sollecitazioni improvvise, offrendo la migliore performance durante l’attività sportiva.

I capi sono destinati a durare nel tempo garantendo una vestibilità che segue perfettamente i movimenti del corpo, anche dopo numerosi lavaggi. Sempre per essere coerenti con la mission del brand abbiamo inserito nel capi tasche e zip porta oggetti (chiavi, tessera della palestra, cellulare, palline, etc) al fine di garantire la massima sicurezza dei nostri effetti personali. Puoi vedere il progetto completo su: www.zancobel.com

Esempio di moodboard brand nightwear

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Abbondanza, elaborazione e complessità sono le tre parole chiave che riassumono meglio la visione della moda settecentesca influenzata dal movimento Rococò nelle sue varie forme artistiche.

Nel progetto abbiamo voluto connubiare il mondo fastoso del Rococò francese con la praticità e l’essenzialità dell’abbigliamento intimo e da notte. Puoi vedere il progetto completo su: www.pellicanonightwear.com

6 consigli pratici per crare un moodboard efficace

Per concludere ecco sei consigli per creare un moodboard efficace:

  1. Pensa al tuo brand e a quali sono i valori, il tuo codice stilistico, ogni collezione deve partire da un minimo comune denominatore che sei TU! Se non c’è un nesso tra le tue collezioni, se non c’è un qualcosa che le rende riconoscibili e riconducibili a te NON stai facendo moda.

  2. Pensa a chi saranno i tuoi futuri clienti, i loro valori, il loro luoghi, i loro colori immagina a dove vorresti vederli vestiti con i tuoi articoli

  3. Pensa alla stagione della tua collezione, pensa ai materiali e ai colori, lasciati inspirare da tutto quello che ci circonda, se è possibile esci con la macchina fotografica e crea le tue ispirazioni

  4. Se non ti è possibile prendi riviste, ritagliale, gioca con le forme, il moodboard deve emozionare prima di tutto te, la fase successiva sarà quella di creare un Concept ovvero un racconto dove sarà ambientata la collezione quindi deve piacerti prima di tutto.

  5. Deve però essere in linea con i tuoi clienti, se piace. a te e non piace a loro sarà difficile poi vendere!

  6. Appendi le immagini, guardale da distanze diverse, con la luce del giorno diversa, sostituisci quelle che non ti piacciono, prova a spostare la posizione di quelle che non ti convincono

 

Cosa fare dopo il Moodboard?

Da Moodboard a Concept di Collezione come costruire e raccontare una storia attraverso i nostri capi.

Se i nostri vestiti non avessero una IDENTITÀ, se non avessero una COERENZA gli uni con gli altri e se non avessero una STORIA staremmo parlando solo di indumenti e quindi non staremmo facendo moda.

Molte volte quando chiedo a uno stilista di raccontarmi la storia dietro i propri capi vedo subito degli sguardi persi nel vuoto come se gli avessi chiesto qualcosa di molto strano!

E’ anche vero che se sei alla tua prima uscita magari non pensi di dover raccontare una storia perchè si mescola quasi automaticamente con quella delle tue creazioni e nel tuo sistema di valori.

Nel caso tu fossi già un brand affermato con qualche collezione sulle spalle avrai di certo notato che ogni collezione ha una sua storia ed un suo concept narrativo che ne racchiude sia i moodboard che lo storytelling.

Se non ci siano molti dubbi su come funzionino i moodboard, argomento che abbiamo più volte approfondito in questo articolo vedremo quasi sono le basi di un concept di collezioni e di come si costruisce una storia che possa affascinare i nostri clienti ed essere memorabile.

Quando si avvicina il momento di uscire sul mercato come ad esempio con una presentazione ad un evento o un lancio vero e proprio scoprirai come è essenziale avere una storia da raccontare. Questa sarà alla base di quella che sarà la nostra comunicazione e il nostro marketing.

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Ogni storia ha bisogno dei suoi EROI

Anche nella nostra narrazione non dobbiamo essere NOI o i NOSTRI PRODOTTI ma i nostri clienti!

La storia è l’arma più grande che abbiamo per combattere la confusione, perchè organizza le informazioni in modo tale che le persone siano costrette ad ascoltare

Donald Miller [StoryBrand]

Quali sono quindi gli elementi che compongono una storia? Scopriamoli insieme!

Ogni collezione ha una sua STORIA questa ruota attorno a tre elementi fondamentali:

1) Tu come creatore il tuo mondo, quello che ti ha ispirato, l’immaginario del tuo brand

2) Gli elementi della tua collezione, le scelte di design e modellistica, i materiali che hai utilizzati

3) Il Cliente e come si entra in relazione con i primi due elementi

Ovviamente vedremo come gli eroi della storia dovranno essere i nostri clienti e NON NOI o IL NOSTRO BRAND / PRODOTTI

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La creazione di un moodboard di moda comporta successivamente una spiegazione, per fare ben intendere cosa si è voluto esprimere con quella serie di immagini e di concetti. Il metodo migliore per mantenere la coerenza tra moodboard e collezione è quello di immaginare di narrare una storia mediante le immagini e i capi.

Un po’ come per la parafrasi di una poesia, che fa perdere musicalità e ritmo alla narrazione ma ne spiega e sintetizza il significato, quando si crea una collezione di moda viene a sentirsi la necessità del concept scritto di collezione, una sorta di “parafrasi” del moodboard, che ne interpreta le allegorie visive.

Naturalmente, come per la creazione del moodboard, il concept non necessita di lunghe e prolisse spiegazioni, bensì è composto da una descrizione scorrevole e completa di cosa la collezione vuole raggiungere in termini di concettualità, silhouette, cromie di colore.

Molte collezioni inoltre hanno come finalità il lanciare un messaggio a livello sociale più o meno forte. Diversi stilisti come Jean Paul Gaultier, Vivienne Westwood e Miuccia Prada si fanno spesso promotori di campagne di sensibilizzazione su diversi problemi che spaziano dalla politica alla guerra e all’ecologia.

Per questo è essenziale chiarire ogni possibile dubbio e concettualizzare in parole il proprio scopo, tentando senza pedanteria di attribuire un tono graffiante e atto ad incuriosire l’interlocutore. 

Conclusione

Non esiste un modo giusto o sbagliato di fare un moodboard, ricordati sempre che il tutto è più delle singole parti, quindi sarà sempre la visione d’insieme a darti una direzione.

Mostralo ad amici, colleghi e chiedi loro un parere come se stessero guardando un quadro o un’opera d’arte. 

Prova a chiedere quali emozioni trasmette? Sono le stesse che immaginavi?

Se hai realizzato un moodboard e vuoi il MIO parere lascia un commento sotto questo articolo! Ti è piaciuto questo articolo?

E’ una lunga strada partire da un’idea fino ad arrivare sul mercato, e devi anche trovare il giusto angolo d’attacco nel quale posizionarti tra tutti i tuoi competitors. 

Perché per avere successo devi sudartelo e lottare, ma la maggior parte di questa guerra si combatte prima di scendere sul campo di battaglia (il mercato) e soprattutto nella mente dei nostri potenziali clienti ancor prima di realizzare un singolo vestito.

Ora che hai tutti gli strumenti per creare un moodboard ti sarai reso conto come fare moda sia un argomento molto complesso dove ogni singolo elemento deve funzionare per raggiungere il risultato finale!

Per questo DEVI ASSOLUTAMENTE leggere il mio libro:

“Anche tu vuoi fare lo stilista?” che ti spiega tutte le fasi prima e dopo il moodboard e tutti gli errori da NON fare mentre realizzi la tua collezione!

Ti è piaciuto questo articolo? Lasciami un commento qui sotto e condividilo sui tuoi social con tutti quelli che potrebbero apprezzarlo! Da Corrado è tutto! Al prossimo articolo!

Anche tu vuoi fare lo stilista ma non sai da dove iniziare?

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