Come diventare un vero stilista

Fare moda è da sempre prerogativa degli stilisti, almeno questo è quello che siamo abituati a pensare.  Per quelli che come me ci lavorano da “insider”, ovvero da dietro le quinte, la realtà è molto più complessa.  Lo stilista infatti è solo la punta dell’iceberg, colui che ci mette la faccia, quello che ci mette la firma il cosiddetto brand.  

In questo articolo ti spiegherò come ci si può avvicinarsi al mondo del “fare moda” anche senza possedere alcune delle caratteristiche che sono solitamente ritenute fondamentali ovvero: “aver studiato moda in accademia” ed “essere capaci di cucire”. 

Tutti noi conosciamo nomi di grandi stilisti ed è vero la maggior parte di essi aveva studiato moda ed era anche un bravo sarto, ma questo accadeva sopratutto nel passato. Oggi le cose sono cambiate nel mondo della moda e ci sono molti più interlocutori e possibilità di creare un marchio ed esserne stilista anche senza essere capaci di ricucirsi un bottone staccato.  

Non fraintendere se hai studiato moda e sei anche un sarto provetto di sicuro la cosa ti aiuterà e avrai una marcia in più, queste conoscenze e abilità ti possono venire di sicuro utili ma nel caso non ce le avessi puoi comunque coltivare il tuo sogno ed ora di spiegherò come.

Partiamo da una definizione per mettere in chiaro le cose: “chi è uno stilista?”  se hai letto il mio precedente articolo “La differenza tra un sarto e uno stilista”, avrai già sicuramente qualche idea.  Qui voglio partire ancora da più lontano, da quello che dice il vocabolario:

Stilista [sti-lì-sta] s.m. e f. (pl. m. -sti, f. -ste)

Chi progetta e crea i modelli di una collezione di abiti, di accessori o di prodotti industriali di serie: la moda italiana vanta stilisti famosi; un’automobile disegnata da un celebre s.
— Copyright © Hoepli 2011

A partire da questa definizione sembrerebbe che per potersi forgiare del titolo di stilista bisogna a tutti i costi progettare e creare quella che poi sarà la nostra collezione ma è davvero così? In realtà no! 

Come ti dicevo lo stilista è solamente la punta dell’iceberg il volto noto e la “garanzia” che quello che compreremo in negozio non sia una semplice o “cinesata” o “roba da mercato”. Infatti non compriamo semplicemente un capo o un vestito ma compriamo una filosofia uno stile di vita, uno status symbol.  

Lo stilista (che il più delle volte coincide con il nome della marca) tramite una particolare cura di tutti quei dettagli che caratterizzano e contraddistinguono il brand ne è il portavoce e collezione dopo collezione, in maniera coerente ripropone quei dettagli che nella mente dei suoi estimatori lo rendono “autentico”. 

Quello che rende uno stilista degno di tale nome è la coerenza espressiva e la costanza nel riproporre lo stesso messaggio in ogni sua creazione. Per diventarlo ci vuole tempo, perseveranza è una strada lunga e in salita che rischia di prosciugare tutti i tuoi fondi se non stai attento (più avanti ti spiegherò a cosa) ma tutto parte da un idea, un idea differenziante particolarmente buona, un idea che abbia sopratutto una potenziale nicchia di persone appassionate pronte a comprarla quando usciremo sul mercato.

Facendo un breve riassunto possiamo dire che:

Lo stilista è colui che ha una idea di business che tramite vestiti e accessori va a soddisfare il bisogno di una particolare nicchia di persone che comprando le sue creazione si sentirà bene e vedrà rispecchiato il suo modo di vivere e di vedere il mondo
— Corrado Manenti

 

Non temere se la mia definizione non ti è chiara proverò a spiegartela in dettaglio.

Se hai letto il mio articolo “La differenza tra un sarto e uno stilista", sai già come la penso: 

“Uno stilista non crea vestiti crea modelli di business”

Ed è fondamentale che tu inizi a pensare alla moda come un imprenditore piuttosto che come un creativo, perché fare una bella collezione è tutto sommato semplice (dando per scontato che l’idea iniziale sia buona), ma riuscire poi a metterla sul mercato e vendere (e magari anche guadagnarci qualcosa) proponendo ogni stagione qualcosa di nuovo è tutt’altro discorso. 

Questo richiede grande pianificazione, saper gestire i costi, saper dare un messaggio coerente, conoscere il marketing e sopratutto il proprio target detto in termini semplici coloro che sono disposti a comprare te entrando in un negozio rispetto una qualsiasi altra marca. 

Sì, perché sebbene non siamo abituati a vederla in questi termini (anche in ambiente accademico nessuno sembra farci caso) la moda è una tipologia di business ricorsivo. In parole semplici non devi accontentarti che un tuo cliente compri un capo da te una volta ma devi fare in modo che resti predisposto a tornare a comprare da te ogni qual volta uscirai con qualcosa di nuovo ogni qual volta che avrà un’occasione speciale, come ad esempio, i saldi o offerte per scegliere ancora te. Questa è una delle regole fondamentali del marketing che dice che è molto più facile che un cliente ricompri da noi una seconda volta piuttosto che ottenere un cliente nuovo. Ti spiegherò varie strategie per farlo nei prossimi articoli, ma tornando a noi:

Perché compriamo vestiti? Sebbene noi uomini siamo soliti sentire una risposta unanime da madri, fidanzate o sorelle: “Perché mi servono” “perché non ho nulla da mettermi”, la risposta è molto semplice ed è prettamente psicologica: 

“Compriamo vestiti perché ci fanno stare bene”

Se analizziamo l’atto di “comprare un vestito” guardando la piramide di Maslow (Celebre psicologo Statunitense famoso per aver sintetizzati i bisogni dell’uomo in una piramide che parte dai bisogni di base a quelli più complessi ed evoluti verso la cima) possiamo trovare varie interpretazioni.

Per quanto un vestito di sicuro ci aiuti a riscaldarci e a proteggerci dagli eventi atmosferici e possa avere una funzione basilare nella nostra evoluzione in quanto esseri umani la moda rientra nei bisogni psicologici (gradino della piramide giallo). Sì, perché non abbiamo bisogno soltanto di un vestito che ci protegga e ci riscaldi, abbiamo bisogno di un vestito che ci rappresenti per quello che intimamente sentiamo di essere. Non esiste casualità nei processi d’acquisto, ogni acquisto è ponderato a livello subconscio/inconscio (citando Freud) secondo i nostri valori, secondo la nostra immagine ideale di noi stessi e così via. 

Perché ti sto dicendo questo? Perché se vuoi diventare uno stilista devi avere ben chiaro nella mente a chi ti rivolgi, chi sono le persone che indosseranno i tuoi vestiti, perché li indosseranno, come si sentiranno.  Perché è riduttivo pensare di aver avuto chissà quale idea innovativa se poi in concreto quello che fai non dice niente a nessuno e semplicemente poi non vende. 

Infatti, ogni linea di vestiti o accessori deve soddisfare il bisogno di una particolare nicchia di persone che comprando si sentirà bene e vedrà rispecchiato il suo modo di vivere e di vedere il mondo.  E’ questa l’unica sensibilità che serve per essere stilista e creare il proprio brand, tutto il resto è opzionale incluso saperne di moda e saper cucire. Potrai trovare qualcuno che realizzerà i capi per te, che si intenda di modellistica, e tutto il resto, ma l’idea, il messaggio che ti differenzia e ti rende unico ( tecnicamente si dice il tuo “posizionamento” ) e il tuo pubblico devi essere tu a conoscerlo.  

Perché alla fine il più delle volte lo stilista (che il più delle volte coincide con il nome della marca) è l’ideatore, colui che ci mette la faccia, si perché un’altra cosa che nessuno ti dice è che alle persone piace avere a che fare con persone che possono riconoscere, non con nomi astratti di marche che non sai bene chi o che cosa ci sia dietro. Quindi se l’idea è tua e la porterai avanti con successo sarai riconosciuto come il “fondatore” l’“ideatore” e potrai costruire pezzo per pezzo il tuo successo. Dopotutto nemmeno steve Jobs era un ingegnere e non avrebbe saputo neanche da dove cominciare per assemblare l’iPad quando nel lontano 1995 gli venne l’idea di costruirlo. Il suo Genio va riconosciuto nell’aver avuto un’idea, poco importa chi poi la realizzò mettendo mano a chip e circuiti. Lo stesso vale per te se ti vuoi affacciare al mondo della moda.

Perché alla fine il più delle volte lo stilista (che il più delle volte coincide con il nome della marca) è l’ideatore, colui che ci mette la faccia, si perché un’altra cosa che nessuno ti dice che alle persone piace avere a che fare con persone che possono riconoscere, non con nomi astratti di Brand che non sai bene chi o che cosa ci sia dietro. 

Come già saprai, sono Corrado Manenti, mi occupo di marketing e sono un “designer of designers”. Che cosa faccio? Aiuto gli stilisti o aspiranti tali a costruire un proprio brand e confrontarsi con il mercato. Non sono uno stilista e non so nemmeno cucire, la moda mi affascina ma la vedo per lo più da dietro le quinte. Ciò nonostante, ho creato anche io qualche brand partendo da un'idea e andando avanti. Tutte le considerazioni che ti ho riportato sono frutto dell’esperienza e di anni di studi e di tentativi ed errori nella pratica, che spero riuscirò a farti evitare. 

E’ una lunga strada partire da un’idea fino ad arrivare sul mercato, e devi anche trovare il giusto angolo d’attacco nel quale posizionarti tra tutti i tuoi competitori. Perché per avere successo devi sudartelo e lottare, ma la maggior parte di questa guerra si combatte prima di scendere sul campo di battaglia (il mercato) e soprattutto nella mente dei nostri potenziali clienti ancor prima di realizzare un singolo vestito.

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